Energia dal sole

On October 19, 2015, Energyhunters participated to an European project of cultural diffusion named Erasmus Plus (www.erasmusplus.com). In this program, we were called from the no profit organization called Younet to give our point of view on photovoltaic market and a closer look from the past to the future of this incredible technology. For us this was a wonderful occasion to summarize our point of view on photovoltaic market, photovoltaic prospective and were the technology is going. If you are looking for a market and technology photovoltaic outlook download our presentation here. We were really enthusiastic to have the opportunity to spread the knowledge on this big technology. The recipients of our teaching was a technical high school of Bulgaria. We hope to have given a good view of the future and to help to understand that a green, sustainable and clean world is possible only if distributed power sources are spread on the people as much as possible and, in this scenario, that we all must point to photovoltaic as main actor due to the high availability of source given by the sun and to the technology margins of efficiency growth. Thanks for this occasion. Spread the voice, photovoltaic age is coming!

Una stima accettata nel settore afferma che in Italia circa 4 impianti fotovoltaici su 5 producono fra il 5 e 30% in meno dell’energia che potrebbero produrre in condizioni di normale funzionamento, senza cioè guasti o malfunzionamenti di sorta. A conferma di questo, si calcola che mentre la producibilità media Italiana di un impianto fotovoltaico è circa 1250 kWh per ogni kW installato, secondo i dati del gestore di rete [1], alla fine del 2014, i 648418 impianti fotovoltaici presenti in Italia producevano 22306 GWh/anno con una potenza installata di circa 21837 MWp. Questo vuol dire che la producibilità media italiana si è attestata nel 2014 su circa 1021 kWh per ogni kW (in Germania è 913 [2]). Se i dati, che visto l’ingente numero di impianti in gioco sono sensibili a comprensibili errori, fossero confermati, gli impianti fotovoltaici italiani sarebbero sottoutilizzati di oltre il 20%. Questo enorme spreco di capacità produttiva è dovuto quasi a sempre a difetti strutturali, di costruzione e manutenzione insiti negli impianti esistenti, originati dal fatto che l’impianto fotovoltaico tipo veniva e viene valutato e pagato dal cliente in base alla potenza installata e non all’energia prodotta (salvo piccole e rare clausole contrattuali). Se poi consideriamo che la gran parte degli impianti fotovoltaici italiani sono stati costruiti in fretta e furia negli anni 2011,2012 e 2013, spesso con materiali anche scadenti, e che l’utente medio finale non ha gli strumenti e le conoscenze per capire la qualità di quanto è stato installato, si arriva facilmente a spiegare il fenomeno. Nel presente articolo vogliamo presentare come capire se un impianto fotovoltaico ha problemi e quali possono essere i rimedi per aumentarne la produzione fino a livelli almeno accettabili, e ,talvolta, oltre.

CONTATTATECI ALL’INDIRIZZO info@energyhunters.it O NELLA SEZIONE CONTATTACI PER UNA VISITA AL VOSTRO IMPIANTO E UNA DIAGNOSI SULLE ANOMALIE. RISCONTRIAMO, NELLE NOSTRE ANALISI, MIGLIORAMENTI DI PRODUZIONE COMPRESI FRA IL 5 E IL 30%!!

Abbiamo recentemente parlato di sistemi di accumulo di energia elettrica poiché riteniamo che questo sia uno dei grandi temi del futuro del mondo dell’energia. Allo stesso tempo però li abbiamo anche criticati, costruttivamente, ritenendoli soltanto l’estrema ratio di un sistema elettrico che dovrebbe, per diventare veramente smart, anzitutto dotarsi di un efficiente sistema di previsione per le fonti rinnovabili non programmabili come solare ed eolico e, soprattutto, dovrebbe pretendere da ogni produttore dinamiche di regolazione partecipativa all’equilibrio fra domanda e offerta di energia in rete, istante per istante. A valle di questo riteniamo che il mercato principale dei sistemi di accumulo, il loro primo campo di sviluppo, potrà essere quello dei sistemi di accumulo associati ad impianti fotovoltaici domestici. Quello che vi presentiamo nel presente articolo è il tipico caso di quello che viene definito sistema di accumulo time-shifting dove cioè la produzione di energia elettrica (nelle ore centrali della giornata quando c’è sole) non incontra la richiesta di energia elettrica, se non in minima parte, dell’utenza (solitamente in casa si è presenti la mattina, a pranzo raramente e dalle 19 in poi). Ecco quindi che nel presente articolo vi presentiamo uno studio approfondito di una tipica abitazione italiana con contratto di fornitura da 3kW nominali e un tetto ben orientato a disposizione. Analizzeremo lo scenario dell’abitazione senza fotovoltaico e senza batterie, poi con impianto fotovoltaico ma senza batterie e infine quello di un’ abitazione con entrambi i sistemi. Dovremmo chiaramente fare uno studio medio, perdendo inevitabilmente la precisione delle situazioni particolari e puntuali. In ogni caso, anche per questo argomento, analogamente alle fonti di produzione di energia rinnovabile, vogliamo partire e siamo dalla parte dei più piccoli soggetti privati perché questo crediamo che debba essere la filosofia per inseguire il sogno della democrazia elettrica: creare posti di lavoro distribuiti, generare energia laddove si produce, svincolare i singoli soggetti privati da onerosi contratti energetici che ne limitano la libertà individuale rafforzando anche il ruolo della rete come supervisore e garante. In quest’ottica ben vengano i sistemi di accumulo di energia, ben vengano le batterie associate ad impianti fotovoltaici di cui parleremo, anche se le nostre critiche e i nostri dubbi sui principi, e sulla vera efficacia ed efficienza dei sistemi di accumulo, permangono e sono di natura prettamente tecnica e di critica al loro impatto ambientale.