Energia dal vento

L’energia elettrica prodotta da fonte eolica è l’energia la cui potenza installata ha avuto i margini di crescita più elevati dal 2000 ad oggi. Il tasso di crescita della potenza installata è stato, in questo periodo, sempre superiore al 20% e ci si aspetta essere tale o leggermente inferiore, a livello mondiale fino al 2016. Ad oggi nel mondo si contano circa 290 GW di potenza installata che generano circa il 4,5% dell’energia elettrica di cui il pianeta necessita.[1] Eppure, il vantaggio di questa tecnologia non sta nei numeri della sua diffusione bensì in quelli che rappresentano la sua maturità: grazie a studi matematico/fisici si è ormai arrivati a capire che non molto altro ci si può attendere dalla conversione aerodinamica/meccanica delle pale eoliche, ossia da quella trasformazione che converte l’energia cinetica del vento in energia meccanica. Secondo i nostri calcoli [2] e anche secondo la moderna letteratura il coefficiente di conversione aerodinamico/meccanico, in moderne turbine elettriche oscilla intorno al 30% (globale su tutte le velocità di vento). Secondo altri studi, nei prossimi anni, principalmente in conseguenza dell’ottimizzazione dei profili delle pale dei generatori (customizzati in base ai dati del vento), si potranno attendere miglioramenti del 10% di questo coefficiente arrivando quindi a range variabili intorno al 35%. Il dato in se non ci dice molto ma, anche se parzialmente, ci indica sostanzialmente uno stato della tecnologia che sta oggi arrivando a maturazione. Ed è da qui che bisogna partire per leggere il successo dell’energia eolica: essendo arrivata negli anni 2000 ad una fase tecnologica di maturazione oggi investire in questa tecnologia è possibile e auspicabile dati gli elevati standard di efficienza e affidabilità raggiunti dai generatori. in questo breve articolo Energyhunters vuole concentrare la sua esperienza nel campo dell’energia eolica (soprattutto nel mini eolico) per mostrare a chi segue quali sono i passi necessari per approcciare un investimento nell’eolico.

Durante il 2012 sono stati modificati, dal governo tecnico Monti, i decreti ministeriali riguardanti le incentivazioni dalle fonti rinnovabili. In primis è stato emesso il nuovo “conto energia”, il quinto, che regolamenta l’incentivazione dell’energia prodotta da solare fotovoltaico quindi, con la parte che non riguarda la fonte solare e tramite il Decreto Ministeriale 6 luglio 2012[1], anche e soprattutto gli incentivi per l’eolico in generale e il mini eolico in particolare. In questo breve articolo vogliamo quindi presentarvi la situazione aggiornata per quanto riguarda le tariffe di incentivazione per l’eolico, di qualsiasi taglia di potenza, previsto dalle attuali normative.

Galileo Galilei,già nel XV secolo affermava che “È più facile studiare il moto di corpi celesti infinitamente lontani che quello del ruscello che scorre ai nostri piedi.”[1]. Egli aveva infatti capito, già cinquecento anni fa, la fisica, ancora non scoperta, che si celava dietro alla meccanica dei fluidi. Questa difficoltà e complessità è ancora oggi parzialmente irrisolta data la natura delle equazioni di Naiver-Stokes che descrivono il comportamento dei fluidi [2]. Nell’eolico tutto questo è tornato di grande attualità infatti come abbiamo visto in altri articoli, la potenza estraibile dal vento è enormemente influenzata dalla sua velocità [3]. Le campagne di misura della ventosità sono quindi indispensabili per la conoscenza del potenziale di un terrenotuttavia possono non bastare. Spesso il vento viene misurato ad un’altezza di misura che non è quella che poi corrisponde all’installazione eventuale di una turbina. Esistono però delle leggi che ci permettono di capire, a partire da un’altezza di misura, qual è la velocità del vento ad un’altra altezza di misura. Queste leggi derivano dalle complesse equazioni citate sopra; nel presente articolo cercheremo di fare una disamina completa dell’argomento e vi mostreremo come esso è influente ai fini della riuscita di un investimento nell’eolico.