Le inchieste di energyhunters

Il sole è la fonte energetica con la maggiore disponibilità e densità energetica conosciuta: irradia sulla terra, infatti, 6000 volte l’energia necessaria all’umanità. Non solo, è la forma di energia dalla quale tutti gli esseri viventi dipendono, tranne l’uomo (apparentemente) che preferisce usare petrolio, carbone e altre fonti non rinnovabili per i suoi bisogni. A separare questo paradosso fra verità scientifica (la disponibilità solare e il suo valore) e realtà (la sua diffusione) c’è il solito concetto meramente economico, ma così importante nell’economia “libera” e capitalista moderna, di grid parity (in questo caso grid parity per il fotovoltaico).Il concetto di grid parity è entrato prepotentemente nel linguaggio comune di chi opera nel mercato della produzione di energia e nel mercato delle fonti rinnovabili. Questo concetto in effetti riveste un’importanza enorme, non solo per il sistema economico, ma anche per il futuro della sostenibilità mondiale. Poter affermare che in un paese siamo arrivati alla grid parity vuol dire che in quel paese la convenienza economica globale (e spiegheremo che cosa è) della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile è uguale a quella connessa alle fonti fossili o non rinnovabili. Purtroppo però questo termine oggi è abusato e confuso insieme ad altri termini finanziari quali rendimento dell’investimento e tempo di pareggio dell’investimento, forviando la natura della definizione. In realtà il concetto di grid parity tutto rappresenta tranne un concetto finanziario (anche se in termini tecnico-economici lo è). Esso di fatto rappresenta una svolta epocale. Raggiungere la grid parity vuol dire che non ci sarà neanche più la convenienza economica a frapporsi fra un’economia sostenibile e la realtà. Il fotovoltaico, grazie alla sua grande sequenzialità produttiva ha abbattuto i costi di produzione dei moduli del 45% all’anno negli ultimi 5 anni[1] e si appresta a diventare, finalmente, una realtà indipendente da tutti i sussidi e le regole imposte dai governi. Dopo la grid parity (sul fotovoltaico ma anche sulle altre fonti rinnovabili) l’umanità avrà la possibilità di allinearsi con la natura sfruttando una sua inesauribile risorsa invece di devastare l’ambiente per estrarre fonti inquinanti, dannose e destinate a esaurirsi. In questo articolo il team di Energyhunters ripercorre le definizioni, le variabili, i trend e gli sviluppi connessi alla definizione di grid parity in modo da sgombrare il campo da fraintendimenti e, molo più importante, per fare capire che presto, molto presto, l’energia del sole sarà il futuro di tutti noi, almeno questo è il nostro augurio per il pianeta.

Per completare con precisione questo articolo Energyhunters ha analizzato varie fonti: i dati ufficiali dell’Unione Europea provenienti dal suo sito di statistica Eurostat[4], i molti dati forniti dal GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) [12], quelli dell' AEEG (Autorità per Energia Elettrica e Gas) [6] e molti altri ;ne abbiamo tratto il presente articolo che presenta una fotografia attuale della bolletta elettrica Italiana. Si inizierà raffrontando il costo dell’energia elettrica nei vari paesi europei per poi capire cosa succede in Italia, indagando quindi, voce per voce, a che cosa corrispondono le diciture presenti in bolletta e quindi spiegandone il significato. In particolare, per finire, si parlerà degli incentivi alle fonti rinnovabili e degli altri meccanismi incentivanti le energie pulite che, come è noto, vengono prelevati proprio da alcune voci della bolletta elettrica stessa. Si cercherà infine di fare un quadro completo su quanto realmente pesano gli incentivi alle fonti rinnovabili e, in particolare, al fotovoltaico in relazione al prezzo totale della bolletta media. Questa indagine è quindi volta a chiarire cosa paghiamo e perché paghiamo certe somme nella nostra bimestrale di energia esponendo numeri ufficiali, nostre rielaborazioni su essi e concretezza come è nello spirito di Energyhuntersconsapevoli che è solo conoscendo le cose, che si può iniziare a migliorarle.

Il 5 luglio 2012 è entrato in vigore il nuovo sistema di incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili che utilizzano il sole come energia primaria ossia, in prima analisi, per il fotovoltaico. Esso è conseguenza dell’attuazione del decreto legislativo del 3 marzo 2011 in cui si era già definita la struttura di base del nascente nuovo conto energia. Dopo 7 di conti energia e di fortissima crescita che ha portato ad una potenza installata di circa 14500MWp in Italia [2]per oltre l’80% installata al suolo e comunque non in spazi superficiali già esistenti, si arriva finalmente a una dimensione più umana ed equa del fenomeno fotovoltaico. I pannelli solari nascono per coprire naturalmente superfici già esistenti come i tetti delle abitazioni o degli edifici industriali. La politica di facili guadagni che in questi precedenti 7 anni è stata fatta favorendo la costruzione di grandi campi al suolo per il beneficio dei pochi che se li potevano permettere (avendo accesso al credito facilitato o capitali propri) è ricaduta su tutte le bollette degli italiani (dovremo pagare circa 150miliardi in 20 anni), creando giuste polemiche. Poco credibili sono le parole di alcuni uomini politici italiani che vorrebbero giustificare questa concessione con il trattato 20 20 20 e il suo raggiungimento, già nel 2008 si era ampiamente capito che avremmo superato quella soglia di energia prodotta da fonte rinnovabile (basti pensare che ad oggi il governo stima che nel 2020 avremo fra il 32 e 35% di energia prodotta da fonte rinnovabile[1]) il fotovoltaico doveva essere incentivato ma solo per piccoli impianti, sui tetti, sugli edifici di tutti facendo ricadere su tutti i suoi benefici. Nel descrivervi con questo articolo il quinto conto energia il nostro augurio è che si vada verso una decisa incentivazione alla generazione distribuita, davvero distribuita, che veda piccole fonti rinnovabili, magari termiche ed elettriche, installate ove qualcosa c’è già, così da riqualificare il territorio, razionalizzare le risorse, utilizzare al meglio quello che già abbiamo: per questo in fondo sono nate le fonti rinnovabili, per dare l’energia della natura che è di tutti, a tutta l’umanità, obiettivo nobile, giusto e sicuramente da raggiungere per entrare in un nuovo e più equo futuro.