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Lunedì 15 dicembre 2014 Energyhunters è tornata presso il dipartimento di ingegneria per l'energia elettrica per tenere un seminario dal titolo: "Determinazione del potenziale ventoso di un sito - Tecniche di assesment della risorsa eolica".

Abbiamo recentemente parlato di sistemi di accumulo di energia elettrica poiché riteniamo che questo sia uno dei grandi temi del futuro del mondo dell’energia. Allo stesso tempo però li abbiamo anche criticati, costruttivamente, ritenendoli soltanto l’estrema ratio di un sistema elettrico che dovrebbe, per diventare veramente smart, anzitutto dotarsi di un efficiente sistema di previsione per le fonti rinnovabili non programmabili come solare ed eolico e, soprattutto, dovrebbe pretendere da ogni produttore dinamiche di regolazione partecipativa all’equilibrio fra domanda e offerta di energia in rete, istante per istante. A valle di questo riteniamo che il mercato principale dei sistemi di accumulo, il loro primo campo di sviluppo, potrà essere quello dei sistemi di accumulo associati ad impianti fotovoltaici domestici. Quello che vi presentiamo nel presente articolo è il tipico caso di quello che viene definito sistema di accumulo time-shifting dove cioè la produzione di energia elettrica (nelle ore centrali della giornata quando c’è sole) non incontra la richiesta di energia elettrica, se non in minima parte, dell’utenza (solitamente in casa si è presenti la mattina, a pranzo raramente e dalle 19 in poi). Ecco quindi che nel presente articolo vi presentiamo uno studio approfondito di una tipica abitazione italiana con contratto di fornitura da 3kW nominali e un tetto ben orientato a disposizione. Analizzeremo lo scenario dell’abitazione senza fotovoltaico e senza batterie, poi con impianto fotovoltaico ma senza batterie e infine quello di un’ abitazione con entrambi i sistemi. Dovremmo chiaramente fare uno studio medio, perdendo inevitabilmente la precisione delle situazioni particolari e puntuali. In ogni caso, anche per questo argomento, analogamente alle fonti di produzione di energia rinnovabile, vogliamo partire e siamo dalla parte dei più piccoli soggetti privati perché questo crediamo che debba essere la filosofia per inseguire il sogno della democrazia elettrica: creare posti di lavoro distribuiti, generare energia laddove si produce, svincolare i singoli soggetti privati da onerosi contratti energetici che ne limitano la libertà individuale rafforzando anche il ruolo della rete come supervisore e garante. In quest’ottica ben vengano i sistemi di accumulo di energia, ben vengano le batterie associate ad impianti fotovoltaici di cui parleremo, anche se le nostre critiche e i nostri dubbi sui principi, e sulla vera efficacia ed efficienza dei sistemi di accumulo, permangono e sono di natura prettamente tecnica e di critica al loro impatto ambientale.

Un sistema elettrico, sia esso quello isolato di una bicicletta, quello di un abitazione, quello di una regione o quello dell’intero pianeta è, come ogni altro sistema, caratterizzato da input (in questo caso le fonti di produzione di energia) e da output (in questo caso potenza elettrica assorbita per scopi finali). Quello che garantisce, ad ogni sistema, di funzionare, è invece il sistema di controllo. Nel caso di un sistema elettrico i parametri da controllare sono fondamentalmente due: la frequenza indice di bilanciamento fra produzione e consumo di potenza attiva (i watt del contatore) e la tensione, attraverso il bilanciamento dell’energia elettrica e magnetica che passa da una forma all’altra nella maggior parte dei componenti elettrici e che non concorre alla produzione di potenza utile (anche se è necessaria). Negli ultimi anni il sistema elettrico è passato, e passerà sempre più, da un sistema con produzione centralizzata (le centrali producono gli utenti consumano) ad uno con produzione distribuita con molti produttori di energia rinnovabile intermittente. La grande sfida (il cosiddetto concetto di smart grids) sarà quella di demandare prima di tutto la regolazione, in maniera proporzionale, a ciascun produttore e, inoltre, di grande importanza (anche se discutibile e meno rilevante in presenza di un buon sistema di controllo), l’altra sfida sarà quella di colmare i gap di produzione quando le fonti rinnovabili non producono per assenza di fonte primaria (sole, vento ecc.). Da qui nasce l’enorme e attualissimo scenario degli ESS (Energy Storage System o sistemi di accumulo dell’energia), un mercato che promette di smuovere fra i 70 e 120 miliardi di dollari di capitali da oggi al 2020 [1]. L’argomento è estremamente vasto e contiene sia possibilità di speculazioni per pochi grandi soggetti, sia vere potenzialità di generazione e autoconsumo distribuito, ad esempio per ogni abitazione, che svincolerebbero gli utenti dalle dipendenze della bolletta. Nel presente articolo introduciamo e approfondiamo leggermente per i nostri lettori sia i concetti di massima sia i tipi di ESS oggi e domani sul mercato. Resta il fatto, è nostra ferma opinione, che l’unico modo veramente positivo per guardare ai sistemi di accumulo, in un ruolo futuro, è quello di vederli protagonisti nel rendere sempre più indipendenti i piccoli consumatori finali, renderli “responsabili” di se stessi e al contempo indipendenti, regolando se stessi e rimanendo connessi alla rete elettrica nazionale col solo scopo di prelevare energia in casi estremi (mancanza di sole o vento per lunghi periodi, necessità transitoria di molta potenza ecc.…) o per aiutare la rete stessa nella sua regolazione di frequenza e tensione. Il tutto al fine di realizzare quella che alcuni definiscono “democrazia elettrica” nella quale la rete servirà al solo ma importantissimo ruolo di supervisore a tanti soggetti finalmente indipendenti dal petrolio, bollette o da altre fonti centralizzate. Lo scenario è tanto sfidante quanto appassionante e la sfida sembra ancora una volta non basata sulla reale possibilità tecnica di realizzarlo (poiché esistente), ma piuttosto basata sugli equilibri finanziario/politici e di potere del pianeta, che l’energia distribuita rischia di compromettere definitivamente.