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"Il sole irradia sulla terra quasi 10000 volte l’energia di cui il genere umano ha bisogno; questo ci suggerisce che non passerà molto tempo prima che il sole diventi la prima forma di energia utilizzata dall’umanità" Così scriveva il Prof. Gordon Aubrecht uno dei più grandi esperti di fisica del fotovoltaico al mondo [14]. Il successo dell’energia fotovoltaica come delle altre forme di energia, in Italia e nel mondo, è però stato fino ad oggi subordinato, come ogni cosa nello scenario economico contemporaneo, al business plan che le varie forme di produzione di energia possono esibire come biglietto da visita per gli investitori, siano essi grandi o piccoli privati. In quest’ottica si inserisce il presente articolo che vuole trattare la durata delle prestazioni dei moduli fotovoltaici nel tempo e quindi il loro invecchiamento spiegandone i meccanismi e quantificandone gli effetti. Oltre che da un punto di vista meramente economico, di relativa importanza per il nostro team, la durata nel tempo dei moduli fotovoltaici ci permette di ribadire come questa tecnologia sia ad oggi una delle forme di produzione di energia più efficienti e più solide dell’intero scenario mondiale. Gli impianti fotovoltaici sono sistemi statici, con basso costo di manutenzione, semplici da costruire e da gestire e, come spiegheremo in questo articolo, con prestazioni molto stabili e sicure nel tempo, uniche rispetto alle altre tecnologie di produzione di energia elettrica (si calcola infatti che solo un’aliquota fra il 5 e il 7% dei ricavi sia da destinare a manutenzione in un impianto fotovoltaico). Dopo i palesi successi di producibilità e affidabilità ottenuti dalla diffusione su media scala negli anni 2005 - 2010 e dopo i crolli dei costi specifici dei componenti, noi di Energyhunters ci auguriamo che il fotovoltaico approdi su ogni tetto, su ogni copertura e perfino su ogni autovettura per regalare a tutti l’energia che il sole regala a noi, anche se questo, lo sappiamo, va contro gli interessi di chi l’energia ce la vuole vendere

L’energia elettrica prodotta da fonte eolica è l’energia la cui potenza installata ha avuto i margini di crescita più elevati dal 2000 ad oggi. Il tasso di crescita della potenza installata è stato, in questo periodo, sempre superiore al 20% e ci si aspetta essere tale o leggermente inferiore, a livello mondiale fino al 2016. Ad oggi nel mondo si contano circa 290 GW di potenza installata che generano circa il 4,5% dell’energia elettrica di cui il pianeta necessita.[1] Eppure, il vantaggio di questa tecnologia non sta nei numeri della sua diffusione bensì in quelli che rappresentano la sua maturità: grazie a studi matematico/fisici si è ormai arrivati a capire che non molto altro ci si può attendere dalla conversione aerodinamica/meccanica delle pale eoliche, ossia da quella trasformazione che converte l’energia cinetica del vento in energia meccanica. Secondo i nostri calcoli [2] e anche secondo la moderna letteratura il coefficiente di conversione aerodinamico/meccanico, in moderne turbine elettriche oscilla intorno al 30% (globale su tutte le velocità di vento). Secondo altri studi, nei prossimi anni, principalmente in conseguenza dell’ottimizzazione dei profili delle pale dei generatori (customizzati in base ai dati del vento), si potranno attendere miglioramenti del 10% di questo coefficiente arrivando quindi a range variabili intorno al 35%. Il dato in se non ci dice molto ma, anche se parzialmente, ci indica sostanzialmente uno stato della tecnologia che sta oggi arrivando a maturazione. Ed è da qui che bisogna partire per leggere il successo dell’energia eolica: essendo arrivata negli anni 2000 ad una fase tecnologica di maturazione oggi investire in questa tecnologia è possibile e auspicabile dati gli elevati standard di efficienza e affidabilità raggiunti dai generatori. in questo breve articolo Energyhunters vuole concentrare la sua esperienza nel campo dell’energia eolica (soprattutto nel mini eolico) per mostrare a chi segue quali sono i passi necessari per approcciare un investimento nell’eolico.

Il sole è la fonte energetica con la maggiore disponibilità e densità energetica conosciuta: irradia sulla terra, infatti, 6000 volte l’energia necessaria all’umanità. Non solo, è la forma di energia dalla quale tutti gli esseri viventi dipendono, tranne l’uomo (apparentemente) che preferisce usare petrolio, carbone e altre fonti non rinnovabili per i suoi bisogni. A separare questo paradosso fra verità scientifica (la disponibilità solare e il suo valore) e realtà (la sua diffusione) c’è il solito concetto meramente economico, ma così importante nell’economia “libera” e capitalista moderna, di grid parity (in questo caso grid parity per il fotovoltaico).Il concetto di grid parity è entrato prepotentemente nel linguaggio comune di chi opera nel mercato della produzione di energia e nel mercato delle fonti rinnovabili. Questo concetto in effetti riveste un’importanza enorme, non solo per il sistema economico, ma anche per il futuro della sostenibilità mondiale. Poter affermare che in un paese siamo arrivati alla grid parity vuol dire che in quel paese la convenienza economica globale (e spiegheremo che cosa è) della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile è uguale a quella connessa alle fonti fossili o non rinnovabili. Purtroppo però questo termine oggi è abusato e confuso insieme ad altri termini finanziari quali rendimento dell’investimento e tempo di pareggio dell’investimento, forviando la natura della definizione. In realtà il concetto di grid parity tutto rappresenta tranne un concetto finanziario (anche se in termini tecnico-economici lo è). Esso di fatto rappresenta una svolta epocale. Raggiungere la grid parity vuol dire che non ci sarà neanche più la convenienza economica a frapporsi fra un’economia sostenibile e la realtà. Il fotovoltaico, grazie alla sua grande sequenzialità produttiva ha abbattuto i costi di produzione dei moduli del 45% all’anno negli ultimi 5 anni[1] e si appresta a diventare, finalmente, una realtà indipendente da tutti i sussidi e le regole imposte dai governi. Dopo la grid parity (sul fotovoltaico ma anche sulle altre fonti rinnovabili) l’umanità avrà la possibilità di allinearsi con la natura sfruttando una sua inesauribile risorsa invece di devastare l’ambiente per estrarre fonti inquinanti, dannose e destinate a esaurirsi. In questo articolo il team di Energyhunters ripercorre le definizioni, le variabili, i trend e gli sviluppi connessi alla definizione di grid parity in modo da sgombrare il campo da fraintendimenti e, molo più importante, per fare capire che presto, molto presto, l’energia del sole sarà il futuro di tutti noi, almeno questo è il nostro augurio per il pianeta.