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Introduzione

Il grande sviluppo dell'industria fotovoltaica degli ultimi anni ha portato alla realizzazione di soluzioni sempre più efficienti e competitive per la produzione di energia elettrica da fonte solare.

Al tempo stesso, come già abbiamo avuto modo di discutere nel nostro blog, la tecnologia fotovoltaica presenta dei limiti intrinseci in termini di prestazioni. In primo  luogo, solo una ridotta parte della radiazione solare viene convertita in energia elettrica, a seconda dal materiale impiegato per le celle: l'efficienza di conversione non supera il 18% nei moduli al silicio cristallino più performanti e costosi. Il secondo limite al rendimento di conversione dei moduli fotovoltaici è legato al  decadimento delle prestazioni all'aumentare della temperatura di esercizio [1], per cui un modulo che presenta un'efficienza nominale del 15% può lavorare al 12% nei mesi più caldi, proprio quando la radiazione solare è più intensa e le potenzialità maggiori. Anche per ovviare a questi inconvenienti, recentemente si è intensi ficata la ricerca volta alla produzione e commercializzazione su larga scala di sistemi ibridi fotovoltaici e termici (PVT).

Bologna, venerdì 28 Ottobre 2011,

Nella città natale di EnergyHunters è andato in scena un esperimento che potrebbe cambiare la storia energetica del mondo intero. Il prof. Sergio Focardi, fisico fiorentino, Professore Emerito di fisica all’Università di Bologna e l’Ing. Andrea Rossi, milanese di origine e inventore a tutti gli effetti, hanno dato dimostrazione dell’enorme potenzialità del loro reattore prototipo, il reattore E-CAT (Energy catalazier) o “catalizzatore di energia”.

Il valore di efficienza fornito dai produttori di moduli fotovoltaici è solitamente riferito alle condizioni standard IEC, le quali prevedono temperatura della cella fotovoltaica pari a 25°C, irraggiamento di 1000 W/m2 e velocità del vento di 1 m/s. Le condizioni reali di funzionamento degli impianti fotovoltaici, tuttavia, si discostano spesso da questi valori e le prestazioni ne risentono. In particolare, ad un aumento della temperatura delle celle (indicata nel seguito con Tc ) rispetto alle condizioni standard, corrisponde un calo dell’efficienza η di conversione da energia radiativa ad energia elettrica. Nel caso di celle poli e mono-cristalline, l’entità di questo decadimento si aggira generalmente sullo 0,4 %/°C, mentre le tecnologie a film sottile si dimostrano più performanti (vedi tabella 1). Fattori determinanti per il decadimento prestazionale sono la velocità del vento, l’irraggiamento (G) incidente sul modulo, le caratteristiche di installazione del sistema e, ovviamente, la temperatura esterna Te; risulta invece trascurabile la direzione del vento.