Save the planet for dummies, semplici regole per salvare la terra.

Il presente breve contributo, è il primo di una serie di pillole di indirizzo politico/sociale per i nostri lettori: in questo pezzo si affronta la tematica del consumo e di come questo concetto, se vogliamo salvaguardare il pianeta, debba inesorabilmente cambiare ed evolvere: il consumo non è il mezzo di misura della ricchezza di una società, ma la causa dei disastri ambientali che stanno devastando il nostro pianeta. Tutti dobbiamo divenire consapevoli che tutto quello che acquistiamo e consumiamo, diventerà rifiuto e come esso danneggerà la natura che ci ha dato la vita. SCARICATE E AIUTATECI A DIFFONDERE LA NOSTRA MAPPA PER SALVARE LA TERRA.

Negli ultimi tempi, con grande ritardo, si moltiplicano gli annunci sul tempo che è rimasto all’uomo per modificare i suoi comportamenti nei confronti della natura, al fine di evitare catastrofiche conseguenze. L’ IPCC — Intergovernmental Panel on Climate Change,afferma che ci sono rimasti 12 anni per cambiare [2], altre fonti 20 [3], in ogni caso, non passerà ancora una generazione prima che pesanti conseguenze climatiche si abbattano su tutti noi in maniera significativa ed evidente. Insomma, i più sembrano aver capito che la catastrofe consumista/globalista, che il mondo sta portando avanti, è destinata a sbattere a breve contro la realtà, con conseguenze catastrofiche, entro questa generazione e non la prossima come molti si aspettavano e forse,in fondo, speravano. Come Energyhunters volgiamo essere un punto di riferimento sociale per poter contribuire a frenare e combattere questa ondata distruttiva, in questo breve articolo esponiamo come iniziare dalla cosa più importante che possiamo fare: incidere sul fenomeno quando andiamo a soddisfare un nostro nuovo bisogno, quando abbiamo il desiderio di comprare qualcosa, è lì che nasce tutto, profitto, interessi, manovre politiche e sue conseguenze; dal consumo. E allora esso deve essere quantomai consapevole e divenire un’arma preziosa per provare a cambiare.

L’economia mondiale, attualmente trainata indelebilmente e guidata dall’ industria,petrolifera in primis, spinge tutti i paesi mondiali ad un’economia lineare basata sulla produzione, distribuzione, consumo, non occupandosi minimamente delfine vita degli oggetti che crea ma, al contrario, ricercando continuamente nuove tecniche per incrementare la domanda di beni e servizi. Questa economia lineare funzionava e non creava danni al pianeta, fino alla prima rivoluzione industriale per due semplici motivi:

  1. La popolazione mondiale era molto minore dell’attuale e di conseguenza i suoi consumi (980 milioni di individui nel mondo nel 1800 contro i 7660 milioni attuali)
  2. Gli scarti industriali erano per oltre il 90% non inquinanti per la natura (non esisteva la plastica per esempio)

La rivoluzione industriale portò il carbone alla ribalta: fu proprio con il carbon coke, che il mondo sperimentò la prima esperienza di economia lineare dannosa per l’ambiente, l’anidride carbonica che produceva, iniziò infatti ad alterare gli equilibri dell’atmosfera. Come un treno che devia dal binario principale verso un binario morto, quello fu l’inizio della fine, ci eravamo distaccati dalla natura e stavamo creando e scartando qualcosa che in natura non era previsto, per la prima volta. Il resto, fino ai giorni nostri, è storia nota: il carbone come propellente/combustibile è stato sostituito dal petrolio, ricco e facile mezzo/modo per drenare denaro a tutti e consegnarlo nelle mani di pochi che ne detengono le concessioni, e con esso, il cosiddetto “oro nero”, si è sviluppata tutta l’industria tossica che conosciamo, dalla chimica alle plastiche, dalle gomme agli oli,dall’industria automobilistica a tutti i suoi connessi; tutti elementi estremamente dannosi per gli ecosistemi animali e vegetali.

Arrivati con questa breve storia ai giorni nostri, ci troviamo alle soglie del 2020 con ancora un quasi niente di fatto: il petrolio è ancora il re incontrastato del nostro “sviluppo” (o distruzione come avremo modo di vivere) e le soluzioni, come le energie alternative o l’informazione di una vera necessità di cambiamento, sono taciute e ancora marginali benché tecnologicamente mature e in grande ascesa.

About linear economy diffused everywere on the globe

Visto che i grandi poteri paventano un grande cambiamento, ma in realtà vogliono che tutto rimanga com’è per guadagnare su questo sistema, la sola speranza di cambiare viene dal basso, da ognuno di noi, e noi di Energyhunters, proveremo a darvi, oggi e nel prossimo futuro, nel nostro blog, i consigli per contribuire a salvare il pianeta e la natura che ci ha dato la vita.

Iniziamo in questo post dalla cosa più importante di tutte, che alimenta questa economia lineare: IL CONSUMO. Come un virus che nasce e si sviluppa nel corpo, allo stesso modo il CONSUMO in senso lato e fine a se stesso,è l’origine della malattia della terra, il concetto che permette a molti di lucrare ma uccide, al contempo, la natura poiché genera tutti i rifiuti che conosciamo. Per salvarsi, l’umanità necessita che il consumo divenga un concetto consapevole, pensato, rispettoso, e capisca che esso è il solo vero mezzo per incidere sull’economia consumista e sui suoi danni devastanti che oramai sono sotto gli occhi di tutti. Per questo motivo abbiamo creato una semplice mappa per guidare le decisioni di ognuno di noi ogniqualvolta abbiamo un “bisogno” da cui il consumo nasce, e abbiamo seguito tre semplici concetti in ordine di crescente importanza:

  1. Ridurre (#REDUCE) alla base il consumo stesso: abbiamo e consumiamo molte più cose di quante ce ne servono realmente, il cibo è solo un esempio di questo. Ridurre i consumi è la sola strada maestra per la nostra sopravvivenza.
  2. Riutilizzare(#REUSE) gli oggetti/beni che abbiamo:spesso acquistiamo cose nuove che potremmo trovare usate, che potremmo farci prestare o che potremmo aggiustare, dobbiamo riconsiderare ciò che è utilizzato come qualcosa da risanare, ripristinare, se possibile.
  3. Riciclare(#RECYCLE): l’estrema ratio, la scelta obbligata e minima è quella di provare a riciclare ciò che non siamo riusciti a non utilizzare o a non riutilizzare, consapevoli che il riciclare comporterà consumo di energia, tempo, suolo e molti altri beni collegati.

La scaletta che vi proponiamo appare difficile, ma in realtà non lo è. Occorre, in altri termini, ricordarci da dove veniamo: l’uomo era un animale fra gli altri animali, prima di diventare quello che è, e come tale avremmo diritto di utilizzare solo le cose che la natura ci mette a disposizione, senza alternarne l’equilibrio, occorre fare leva su questo concetto per sforzarsi di essere migliori, più virtuosi, per dimostrare di utilizzare con coscienza l’intelligenza che diciamo essere “superiore” e che la natura ci ha donato.

Di seguito, in Figura 1 e qui, il nostro contributo a questo alto tentativo.

Figura 1 – La nostra roadmap o percorso decisionale per un consumo consapevole, conservatelo e diffondete la voce!!

References:

[1]: For Figure https://basel.impacthub.net/what-is-the-circular-economy/

[2]: Da una fonte che riporta una ricerca del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) – https://www.lifegate.it/persone/news/ipcc-rapporto-sr15-cilma

[3]: Da una fonte dell’istituto superiore di sanità: https://www.tgcom24.mediaset.it/green/clima-l-allarme-dell-iss-abbiamo-solo-20-anni-per-salvare-il-pianeta-la-banca-mondiale-stanzia-200-miliardi_3178367-201802a.shtml

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