E-CAT e LERN, il reattore di Rossi e Focardi – A Bologna torna il sogno della fusione fredda

Nella città natale di EnergyHunters è andato in scena un esperimento che potrebbe cambiare la storia energetica del mondo intero. Il prof. Sergio Focardi, fisico fiorentino, Professore Emerito di fisica all’Università di Bologna e l’Ing. Andrea Rossi, milanese di origine e inventore a tutti gli effetti, hanno dato dimostrazione dell’enorme potenzialità del loro reattore prototipo, il reattore E-CAT (Energy catalazier) o “catalizzatore di energia”.

Bologna, venerdì 28 Ottobre 2011,

Nella città natale di EnergyHunters è andato in scena un esperimento che potrebbe cambiare la storia energetica del mondo intero. Il prof. Sergio Focardi, fisico fiorentino, Professore Emerito di fisica all’Università di Bologna e l’Ing. Andrea Rossi, milanese di origine e inventore a tutti gli effetti, hanno dato dimostrazione dell’enorme potenzialità del loro reattore prototipo, il reattore E-CAT (Energy catalazier) o “catalizzatore di energia”.

Questo dispositivo sostanzialmente fa reagire idrogeno e nichel producendo rame come scarto e un coesistente guadagno di energia. Di fatto nessuna reazione chimica è in grado di sprigionare una così grande mole di energia, per questo motivo si ha la sensazione di assistere ad una reazione di fusione termonucleare a bassissima temperatura. In questi casi è d’obbligo usare il condizionale, poiché ad oggi non è stata data alcuna spiegazione riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale di ciò che accade all’interno del reattore. Per cui ancora non è dimostrato che si stia assistendo ad un fenomeno di LENR (low Energy nuclear reaction).

Cerchiamo adesso di capire, per quanto possibile, come funziona il reattore e cosa è successo a Bologna, prima di tutto l’architettura del sistema, essa è estremamente semplificata nella figura sottostante.

Figura 1 – architettura semplificata esplicativa del reattore E-cat di Rossi e Focardi

Il funzionamento

Il cuore del sistema è il reattore E-CAT, il cui brevetto detenuto da Rossi è coperto da segreto, in quanto non è ancora stato riconosciuto a livello internazionale. Questo reattore/catalizzatore riceve in ingresso idrogeno sotto forma di H2, il quale si unisce al nichel presente all’interno del reattore. Attraverso il processo di catalizzazione questi due elementi sembrerebbero reagire liberando una quantità di energia che può arrivare fino a 400 volte quella immessa.

In particolare l’idrogeno viene inserito nel catalizzatore in quantità 10 volte inferiori al nichel, il quale viene precedentemente ridotto in particelle microscopiche; il reattore viene portato poi a circa 500 K e, grazie ad altri additivi coperti da segreto industriale, la reazione ha inizio. Un’immagine di un E-CAT e del complesso da 1 MW installato durante questa occasione è mostrata in figura 2.

Figura 2 – A sinistra in basso uno dei primi esemplari artigianali di e-cat prodotti da Rossi; a destra invece il container dove nell’ultimo test molti di questi e-cat sono stati connessi in serie per realizzare 1MW di potenza termica.

Numerosi studiosi hanno partecipato a questo ultimo test, i loro pareri e le dichiarazioni degli inventori convergono sui seguenti punti:

  1. Nessuna sostanza preziosa (metalli pregiati) è presente nel reattore.
  2. Durante la reazione vengono prodotte emissioni di radiazioni nucleari che vengono tutte contenute dallo schermo al piombo del reattore e questo prova che la reazione è di tipo, appunto, nucleare.
  3. Una volta finita la reazione il reattore non emette alcun tipo di radiazione all’interno e all’esterno.
  4. Normale nichel è usato per la reazione, Rossi e Focardi sostengono che comunque qualunque isotopo del nichel possa innescare la reazione.
  5. Basandoci sui dati degli esperimenti si può affermare che con 0,1 g di nichel e 0,01 g di idrogeno si producono circa 10kWh. Questa enorme densità energetica risulta essere davvero impressionante.
  6. La reazione produce rame in percentuale massica circa del 30% rispetto al peso del nichel in ingresso.
  7. L’idrogeno utilizzato sembra essere idrogeno puro con nessuna presenza di deuterio o altri isotopi pesanti (questi sembra invece che fermino la reazione).
  8. I dettagli del progetto, e in particolare la natura e la composizione chimica del catalizzatore sono del tutto segreti e quindi al momento non ci è possibile dire molto di più sullo specifico funzionamento dell’apparato.

I risultati

I test sul sistema E-CAT si susseguono ormai da tempo, a partire da Maggio 2011. Numerosi studiosi sono stati invitati da tutte le università del mondo per assistere agli esperimenti ma ci limitiamo qui a riportare i risultati dell’ultimo test. In quest’ultimo numerosi E-CAT sono stati collegati insieme per formare una centrale da 1MW di potenza termica di picco, una potenza associabile a quella di una locomotiva. L’intero serie/parallelo dei catalizzatori è stata collocato in un normale container. Alla dimostrazione, che si è tenuta il giorno 28 ottobre 2011, hanno partecipato circa 30 studiosi. L’elenco ufficiale scritto dal blog 22 passi di Daniele Passerini ci da un’idea del tipo di pubblico presente, riportiamo di seguito alcuni nomi:

  • Enrico Billi – fisico nucleare
  • Mats Lewan – giornalista rivista “Ny Teknik”
  • Paolo Soglia – direttore Radio Città del Capo
  • Sterling Allan – direttore PENS (Pure Energy Network System)
  • Peter Swensson – giornalista Associated Press
  • Giorgio Benvenuti – fotografo Associated Press
  • Daniele Passerini – blogger 22 passi
  • Pier Clauzon – ingegnere CNAM Parigi
  • Irina Uzikova – ingegnere National Research Nuclear University di Mosca
  • Giuseppe Levi – fisico (osservatore Università di Bologna)
  • Loris Ferrari – fisico (osservatore Università di Bologna)
  • David Bianchini – esperto radio-protezione
  • Giuliano Guandalini – direttore EON srl
  • Sergio Focardi
  • Andrea Rossi
  • Domenico Fioravanti – ingegnere collaudatore e tester dell’impianto
  • Andrea De Vita – fisico Ansaldo Energia

Veniamo ai risultati ottenuti. Il sistema ha funzionato a ciclo continuo, chiuso e stabile  per 5 ore e mezzo dalle 13:00 alle 18:30 (si veda il grafico di Fig. 3) producendo potenza termica per 470kWh. La particolare importanza di questa dimostrazione sta nel fatto che la reazione si è auto sostenuta, ossia l’idrogeno necessario per la reazione sembrerebbe prodotto impiegando parte dell’energia emessa dal reattore stesso. Nella giornata di domenica 30 ottobre 2011 il blog di 22 passi pubblicava i risultati del test del 28 ottobre che noi riportiamo fedelmente qui sotto; il report è firmato dall’ing. Fioravanti, collaudatore dell’impianto.

  • Il report ci conferma che l’esperimento consisteva in 107 moduli reattivi da 3.3 kW l’uno.
  • Temperatura media dell’acqua in ingresso: 18,3 °C, temperatura media in uscita (vapore): 104,5°C.
  • Energia consumata nelle 5 ore e mezzo di utilizzo: 66kWh
  • Energia prodotta nelle 5 ore e mezzo di utilizzo: 2635,033 kWh

Stando quindi a queste dichiarazioni, se verranno confermate, si avrebbe un guadagno del sistema di circa 40 volte. Se si pensa che una reazione di fusione termonucleare controllata ad oggi non ha mai superato la quota di guadagno (ossia 1), se questi dati fossero confermati saremmo probabilmente di fronte alla più grande scoperta del secolo se non di più. Nel grafico di Fig. 3 i dati “ufficiali” sulle temperature in ingresso e uscita dal reattore presi dal blog 22 passi.

Fig. 3 – Temperature dell’acqua in ingresso e in uscita al reattore E-CAT durante la prova del 28 ottobre 2011. Si nota il funzionamento stabile per oltre 5 ore e mezzo dove l’acqua supera i 100°C.

A rafforzare questa impressione le dichiarazioni di Rossi sul COE (Cost Of Energy) di questa risorsa, secondo lui stimabile intorno a 10€/MWh. Nel grafico di Fig. 4 abbiamo schematizzato il COE delle principali fonti energetiche in confronto a quella del reattore E-CAT per farvi capire quanto sorprendente sarebbe questa dichiarazione.

Figura 4 – Confronto fra i differenti costi di produzione di energia (COE) espressi in [€/MWh] e il costo dell’energia del reattore E-CAT.

Il cliente segreto

La dimostrazione del 28 ottobre non è stata un evento pubblico bensì una dimostrazione privata, organizzata ad hoc per un cliente segreto il quale sarebbe interessato all’acquisto di tutto il progetto. Quello che si sa è che sembra che i moduli utilizzati per questa dimostrazione siano stai venduti per finanziare futuri investimenti.

Gli scettici e la nostra opinione

Moltissimi sono anche  gli scettici che gridano alla falsità clamorosa di questo progetto partendo dal fatto che un’invenzione così sensazionale avrebbe già da tempo prodotto un interesse enorme nella comunità scientifica internazionale, mentre le dimostrazioni più o meno pubbliche sono ormai più di 5.

Molta parte dello scetticismo deriva sicuramente dal fatto che Rossi non ha ancora spiegato né gli elementi catalizzanti né la costituzione del reattore in se, ma questo è legato alle sue difficoltà di brevettare il reattore E-CAT: lui stesso ha dichiarato che finchè non avrà questo brevetto non potrà essere sicuro della tutela della sua scoperta e quindi non renderà pubbliche queste informazioni.

EnergyHunters è da sempre dalla parte dell’innovazione, dell’energia pulita, della cultura energetica efficiente e rispettosa del territorio e dell’ambiente. Partendo da questo diamo voce a Rossi e Focardi e vogliamo pensare che ancora una volta un italiano stia provando a cambiare il mondo partendo dalla fantasia e dalle sue passioni.

Se questa scoperta fosse confermata e diffusa l’intero panorama energetico mondiale sarebbe sconvolto e cambiato, aprendo a un’era di civiltà nuova e più progredita dove l’energia non sarebbe più un costo ma per tutti e diventerebbe un mezzo per elevarsi a un livello evolutivo migliore. In bocca al lupo quindi a Rossi e al suo team.

Fig. 5 – Il Prof. Focardi sulla sinistra e Andrea Rossi sulla destra vicini ad un prototipo di E-CAT durante uno dei loro test dimostrativi.

Una voce autorevole che sostiene Rossi e Focardi arriva dal “Journal of nuclear phisics” dall’indirizzo: http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=473 dove il dott. Bettini, dirigente d’azienda e Professore Associato all’Università di Pisa, ricalcola la plausibilità, con semplici assunzioni, che il 30% del combustibile a fine reazione si sia trasformato in rame e conclude così:

“Rossi says that about 30% of nickel was turned into copper, after 6 months of uninterrupted operation. At first glance this seems to agree with calculations based on simple assumptions.”

Approfondimenti e bibliografia

Di seguito i link da seguire sull’argomento e che alcune fonti dalle quali abbiamo preso ispirazione.

  1. http://e-catalyzer.it/
  2. http://nuclearfissionary.com/2010/04/02/comparing-energy-costs-of-nuclear-coal-gas-wind-and-solar/
  3. http://tech.groups.yahoo.com/group/H-Ni_Fusion/
  4. http://pesn.com/2011/10/28/9501940_1_MW_E-Cat_Test_Successful/
  5. http://peswiki.com/index.php/Directory:Andrea_A._Rossi_Cold_Fusion_Generator
  6. La pubblicazione ufficiale: http://www.nyteknik.se/incoming/article3080659.ece/BINARY/Rossi-Focardi_paper.pdf
  7. http://www.focus.it/scienza/e-cat-l-energy-catalizer-di-andrea-rossi-il-video-del-test-del-6-ottobre-2011-975_C7.aspx
  8. Una delle più complete raccolte di informazioni dal sito americano “new energy times”: http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/3705report3.shtml
  9. Intervista diretta a Rossi dal sito internet il democratico.com: http://ildemocratico.com/2011/04/06/esclusivo-fusione-fredda-nucleare-ling-rossi-parla-sul-web/
  10. Il servizio del TG2 in prima serata del 30 ottobre 2011: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DG-lhoE6pZk

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